Forbes scopre l'acqua calda

La scoperta dell’acqua calda. Il periodico americano "Forbes" ha stilato un elenco di condotte che devono fare scattare il campanello d’allarme sul mobbing. Chi dovesse ritenersi destinatario delle condotte elencate dalla rivista può ritenere di essere vittima del “bullismo” sul lavoro.

1) 1) Ansia da risveglio: Svegliarsi al mattino vivere con angoscia la prospettiva di recarsi al lavoro;
2) Critiche sbandierate: L’essere investito da insulti e critiche ingiustificate alla presenza dei colleghi sul posto di lavoro;

3) Emarginazione e pettegolezzi: La divulgazione di false notizie discreditanti sul proprio conto, o l’isolamento da parte dei colleghi;

4)4) Sabotaggio preordinato: L’attuazione di tecniche dirette a mettere il bastone tra le ruote al lavoratore, con bruschi cambiamenti di regole, di turni e orari di lavoro diretti a incidere negativamente sulla vita privata del lavoratore;

5)5) Esternazione del disagio: L’investire parte della retribuzione per pagare sedute dall’analista, o la manifestazione di continue lamentele in casa sui problemi di lavoro.

Ritengo che la casistica stilata da “Forbes” non aggiunga nulla di nuovo a quanto, con il semplice buon senso, può ritenersi censurabile nei termini del fenomeno di cui ci si occupa. Tuttavia, mi dico, lampi di genio o meno, contributi costruttivi o semplici constatazioni, ben vengano, purché di mobbing non si smetta mai di parlare, nella prospettiva di una maggiore sensibilizzazione soprattutto della volontà politica.

18 commenti:

Anonimo ha detto...

Salve, lavoro per una società di rassegne stampa con un contratto ed ultimamente avverto i primi due sintomi di questa lista ed il terzo è parzialmente iniziato.
Come devo agire a riguardo?

Mario Scafidi ha detto...

beh, non saprei dare un valido consiglio, non sono un terapeuta, e comunque ritengo che determinate circostanze vadano ponderate con estrema attenzione. A volte si parla di mobbing con molta disinvoltura e spesso a sproposito, altre volte le condotte mobbizzanti vengono invece sottovalutate. Ti consiglierei di mantenere alta la guardia, ma di non mollare di fronte a situazioni di crisi lavorativa che potrebbero rivelarsi transitorie. Stai un po' a guardare, non sottovalutare nulla, ma non trarre conclusioni precipitose. Se di mobbing si tratterà te ne renderai conto con assoluta certezza, in tal caso parlane con un legale di fiducia.
In bocca al lupo!

Anonimo ha detto...

Crepi, grazie!
Comunque ho avuto modo di pensarci ed alla fine, purtroppo, mi sto rendendo conto che ciò che è toccato ad altri miei colleghi prima, adesso sta accadendo a me. Molto probabilmente è il "modus operandi" del presidente stesso che spinge i suoi diretti sottoposti ad essere suoi piccoli "cloni". Tempo addietro un mio collega è stato letteralmente braccato per settimane da due responsabili poiché accusato di essere, mi passi il termine, "un pezzo di m***a" e di non fare nulla tralasciando il lavoro. Lavorandoci a braccetto per 8 ore al giorno posso assolutamente smentire questa tesi visto che è si è sempre dimostrato prodigo ad effettuare straordinari o venire la notte se necessario, cosa che faccio tutt'ora anche io collezionando un totale di circa 60 ore di straordinari mensili dei quali me ne vengono riconosciute solamente 30. Ora, molto probabilmente all'azienda conviene avere sempre dipendenti nuovi, giovani con contratti di apprendistato per i quali paga un cavolata in tasse e che quindi, quando questo contratto volge al termine, è meglio silurare il personale piuttosto che assumerlo. Il problema è che chi sta in alto ha parecchia cartamoneta ed intentare una causa sarebbe come con una fionda tentare di affondare l'Enterprise CVN65. Torandno al mio collega, alla fine esasperato da continue prese da parte con accuse di "tu hai problemi" oppure pubbliche mortificazioni, ha deciso di cambiare aria e trovare un nuovo impiego che, fortunatamente ha trovato.
Io purtroppo ancora sono quì, sempre sotto la costante minaccia di lettere di richiamo con pena pecuniaria... ma sarà legale una lettere di richiamo con pena pecuniaria anche se uno starnutisce e gli cade uno schizzo di saliva sulla scrivania?
Io comunque seguiro il suo saggio consiglio, Mario, e vedrò come si muove il mondo intorno a me... poi vedrò se la pazienza reggerà ;)
Grazie ancora infinitamente del consiglio e continuo a seguire il blog che è molto, davvero molto interessante!

GTS

Mario Scafidi ha detto...

Assolutamente! Le lettere di richiamo con pena pecuniaria al dipendente..? Ma stiamo scherzando?!? Ti do un consiglio: conserva bene quelle carte, ricerca la complicità di colleghi che vivono la tua stessa situazione, e soprattutto NON DISPERARE! intentare una causa non è mai un'impresa ciclopica, specie se si ha ragione. Le sezioni Lavoro dei Tribunali sono ben informate di fenomeni del genere, e solitamente sono in grado di riconoscere le ragioni del lavoratore (se valide). Oltretutto hai parlato di colleghi sbattuti fuori e vittime degli stessi episodi. Non credo che queste persone avrebbero nulla da perdere nel rendere una testimonianza in giudizio.
Fammi sapere come evolve la situazione.

Daniele Verzetti, Rockpoeta ha detto...

Il classico articolo da magazine al femminile italiano. Cmq purchè se ne parli.... e nella speranza anche perà che poi se ne parli anche meglio e con costrutto per cercare di risolvere il problema ed affrontarlo.

Anonimo ha detto...

ciao,
ti scopro solo stasera e anch'io ho un blog monotematico che racconta la mia esperienza di lavoratore sottoposto a mobbing (quello vero, quello che si pone il fine di devastarti psicologiacamente per farti lasciare l'azienda in cui lavori).

Domani mi leggero' tutto.
Un saluto a te ed ai tuoi ospiti

ps
blogger mi segnala un errore e mi permetto di indicarti l'indirizzo del mio blog: www.ildemansionato.net/blog.html

Mario Scafidi ha detto...

in realtà l'ospite qui sono io. il progetto è stato inventato e curato da giadatea.
saremo lieti di aggiungere il tuo link, adesso vengo a visitare il tuo blog.

GTS ha detto...

Salve, vi riscrivo per degli aggiornamenti... a quanto pare dopo due giorni di esaurimento nervoso la situazione in ufficio sembra migliorata visto che il "mobbatore", ha cambiato decisamente atteggiamento tornando un briciolo essere umano.
Tuttavia ho avuto modo di esaminare la situazione con un occhio più critico rispetto al solito e la situazione, in questa grande azienda, è la seguente:
- Il presidente insulta indiscriminatamente suoi diretti sottoposti e dipendenti, sia di fronte che dietro le spalle
- I suoi diretti sottoposti non hanno remore nell'insultare i dipendenti e minacciarli con l'unica arma che hanno (lettere di richiamo)
- Riguardo queste ultime, continuano a piovere soprattutto sulla testa di quei poveri cristiani che sono coloro che compongono gli articoli. Se costoro (che iniziano a lavorare a 0.30 e terminano alle 8.30 non potendosi, in virtà di un ordine di servizio, prendersi pause dopo le 6.00) sbagliano il cliente a cui deve essere inviato l'articolo oppure tardano ad entrare di più di 5 minuti (considerata la zona ad alta frequentazione notturna è molto probabile causa traffico) essi ricevono lettere di richiamo e, a seconda della "gravità", anche con pene pecuniare che partono di default da 8 ore lavorative. Ciò vuol dire che per una notte hanno lavorato gratis.

Ora, a parte che non vengono dati buoni pasto, a parte che si lavora una settimana sei giorni e l'altra cinque, a parte che se non si fa straordinario si è visti in come pecore nere, io mi chiedo:
ma è possibile che un multimiliardario possa fare il bello e cattivo tempo insultando la gente (familiari compresi) e mortificandola all'interno dell'azienda?
Mi chiedo fino a che punto arrivi il "consentito" e quando entra in gioco il "io ti spacco la testa vecchio s*****o".
Non è un metodo che condivido ovviamente ma cosa si può fare verso un individuo del genere?

Mario Scafidi ha detto...

GTS, sono contento che il clima a lavoro si stia facendo meno pesante. Tuttavia non sono mancati i momenti criutici, ed immagino che il timore sia sempre dietro l'angolo.
Rispondendo alle tue domande, certamente la cosa più sconsigliabile è proprio quella di scendere ad armi pari con il despota del capo ufficio, ricambiando con la stessa moneta le sue aggressioni. In fin dei conti la sua condotta è fine a se stessa, ma pure fonte di precise responsabilità. Pertanto è sul versante di queste ultime che bisogna battere, facendo assumere la responsabilità del suo operato.
Mi fa piacere, inoltre, segnalarti una recentissima pronuncia della Cassazione civile , sez. lavoro, (sentenza 19.02.2008 n° 4067), pubblicata proprio iun questi ultimi giorni, secondo la quale il capo reparto che rivolge espressioni volgari verso i dipendenti è licenziabile. Dai un'occhiata tu stesso, e fammi sapere cosa ne pensi!
Ciao

giadatea ha detto...

ops..... ero rimasta un po' indietro, e vedo che hai pubblicato (in questo caso mi associo a daniele, parlarne e diffondere è comunque positivo anche se non si aggiunge nulla a quanto già si sa). Sono rimasta molto colpita dai commenti, piuttosto. Non ho la competenza per dire se nel caso di GTS si tratti di Mobbing o se ci sia un termine diverso per simili abusi, mi sembra di intuire che il terrorismo lavorativo applicato sia una strategia universale finalizzata a pagare il meno possibile il dipendente, e questo credo che possa essere inquadrato diversamente sotto il profilo legale, ma utilizzare le tecniche del mobbing per fare la cresta sui lavoratori mi sembra poco saggio per il datore di lavoro, soprattutto in un periodo in cui l'attenzione dei media è particolarmente sensibile. Comunque , GTS, se mi leggi, vorrei invitarti a inviarci via email un tuo post da pubblicare con le tue riflessioni su questa esperienza personale, anche questo blog forse non aggiunge molto all'argomento (giuridicamente almeno) ma già il riuscire ad uscire dall'ombra dell'anonimato e dal circolo vizioso delle insicurezze che il mobbing attua è molto.

GTS ha detto...

Ciao Giadatea, grazie innanzi tutto e te e Mario per il blog e sappi che vi leggo sempre. Avevo intenzione di buttare giù qualche riga ed appena avrò completato ve le spedirò. Per il momento ti ringrazio ancora per la possibilità che mi/ci dai e per riuscire a consigliarci ed a darci forza.

GTS

aka GoToSleep

Anonimo ha detto...

lavoro nella scuola al più basso livello e da 7 anni devo aver subito il mobbing,ne parlo ora xchè mio sindacato se ne è accorto.vivevo un dramma psicologico e non mi rendevo conto che il tutto era manovrato dal mio responsabile amministrtivo.oltre al mobbing molestie sessuali che mi vergognavo di confessarle a mio marito.ora che vedo la luce dei fatti per merito del sindacato e mie nuove colleghe che dopo avermi confessato che credevano fossi l'amante del dsga,ma che dopo ingiurie lettere di richiami con penalità annesse chiacchiere e risatine in segreteria nei miei confronti e nei confronti di mie amiche colleghe,mi son fatta forza e abbiamo attivato primo passo con sindacato ed è stata fatta prima assemblea sindacato noi e dirigente scollastico,perche prenda posizzione lui afar terminare qusti gravosi fatti si per mia persona ma anche perche ci trovianmo in ambito scolastico dove si dovrebbe insegare educazione e non creare clima terrorizzante maleducato ecc. come potete intuire.Non so quanto reggerò dato mia salute non buona, anche se aspetto fisico ottimo x miei 46 anni ma che mi ha penelizzato dato che quel verme gli picevo... ps scusate sfogo son ore che cerco in internet qualcuno x condividere 2 parole, vi comprendo pienamente CIAO

Anonimo ha detto...

ORA CHE VI HO SCRITTO MI SENTO MALE MI SENTO UNO SCHIFO VORREI CANCELLARE DIECI ANNI DELLA MIA VITA LAVORATIVA.
E pensate che ho una famigli stupenda che ultimamente non riesco a vedere a causa di continui giornalieri attacchi che anche se ci metto tutta la volonta possibile è DURISSIMA arrivare a casa con il sorriso HELP

giadatea ha detto...

Cara anonima, per quello che posso dire, umanamente, hai tutta la mia solidarietà e la mia amicizia. Il mobbing innesca dei meccanismi autidistruttivi e non ce ne accorgiamo perchè è tutto talmente paradossale che le cose accadono e ci coinvolgono senza riuscire ad analizzarle lucidamente. Ma ora mi pare che tu abbia fatto un passo avanti, e abbia deciso di porre fine agli abusi che stai subendo. Brava, a volte anche se è doloroso dobbiamo recuperare la nostra dignità e serenità, impedendo agli altri di farci del male.
Torna quando vuoi e sfogati liberamente.

Anonimo ha detto...

Grazie Giadatea x tua risposta.Son la sconosciuta che ti ha scritto il 17 maggio.ero e sono disperata x continui abusi nei miei confronti nella scuola dove lavoro nonostante l'intervento SINDACATO CON DIRIGENTE...Ti racconto questa disumana cattiveria nei miei confronti fattami sempre da quell dsga:nei periodi che la legge inpone la chiusura dei termosifoni nelle scuole tra metà aprile e metà ottobre(mia mansione è al centralino in portineria, puoi immaginare umidità e correnti daria)ed essendo la portineria esposta a Nord e dove vivo c'è un alto tasso di umidità.Da7 anni mi ero portata una piccola stufetta elettrica per avere un minimo di calore da gestirmi in quei periodi,essendo ipotiroidea,anemica,e perciò sento meno caldo di una persona che non ha questo prob.di salute,e peggio ancora, ho un ernia discale lombare che se prendo freddo o umidità, mi si infiamma e le conseguenze sono:DOLORI ATROCI,cure in più che la maggior parte pago di tsca mia dato la snità è quello che è...,disagi x famiglia stando bloccata a letto, e cosa che con quel piccolo mezzo(stufetta elettrica)evitavo qualche assenza dal lavoro in più.Ora son a casa propio a causa di tutto ciò...NON riesco a credere l' essere umano arrivi a colpire così DURAMENTE.Ma ho speranza che ci sia qualcuno da qualche parte nell' intera NAZIONE, che mi aiuti a far terminare queste ignobili MOLESTIE che stò subendo da anni ma che come ti dicevo, tacevo x quieto vivere... ORA CHE HO CAPITO COSA MI STAVANO FACENDO,NON ACCETTO PIù PIù PIù
HELP A CHI è IN GRADO DI DARMI CONSIGLI ECC.
UN SENTITO GRZIE FIN DA ORA DA CS

giadatea ha detto...

Già il fatto che ti sia rivolta al sindacato, penso che sia la strada giusta. Io non sono in grado di darti consigli "diretti" in quanto non ho una competenza specifica, posso parlare delle ripercussioni del mobbing sulla nostra vita, ma sui consigli è meglio affidarsi agli esperti, sindacati e legali che hanno il patrocinio di molte cause. Credo che già l'essere riuscita a parlarne e avere la volontà di affrontare il problemala sia la base fondamentale per prendere coscienza del disagio e affrontarlo, quanto più serenamente è possibile. Purtroppo il mobbing toglie la serenità, e le circostanze assumono forme paradossali che diventano oltremodo pesanti da sopportare. Cerca di essere serena però, tu stai solo cercando di tutelare la tua salute, e su questo credo che i sindacati abbiano davvero campo d'intervento.

Anonimo ha detto...

good start

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e