mobbing - scritto da Sara

Mobbing

Non fu certo il poco entusiasmo della prima occhiata a farmela detestare dissennatamente e con tutto il cuore. E parimenti non fu nemmeno la condizione traballante della mia esistenza a spingermi a tutti quegli inconfessabili tentativi, di cui adesso mi vergogno, di ricomporre lo screzio insanabile tra noi.

E’ uno strano sentimento l’odio, una cosa salutare e allo stesso tempo colpevole, alla quale però non sempre siamo in condizioni di affidarci.

Quando odiamo qualcuno, odiamo nella sua immagine qualcosa che sta dentro di noi. Chi l’ha detto? Hesse, forse?

Ebbene.

Con marmorea determinatezza io la odiavo. Per tutti gli atteggiamenti vagamente persecutori, moralmente illeciti, di cui mi faceva immancabilmente oggetto nel corso di giornate interminabili trascorse a contare i minuti, interminabili anch’essi, che mi separavano dalla pausa pranzo.

E con la stessa marmorea determinatezza detestavo anche me stessa.

Perché tacevo. La congiura del silenzio ha, al contrario dell’odio, un senso al quale nonostante tutto siamo costretti a sottostare.

Esitavo. Nonostante avessi mille e una buone ragioni per urlare e andar via sbattendo la stessa porta che ogni giorno lei mi chiudeva in faccia, esitavo. Quello di fuggire era un lusso che allora non potevo permettermi, nonostante lei insultasse ogni giorno oltre la mia persona, a cui in verità nemmeno io tenevo tanto, anche l’unica cosa che avevo sentito davvero mia in quell’anno trascorso a battagliare con quella che sembrava essere la mia unica speranza di assunzione: la parola.

C’è un rapporto strano tra me, amanuense che presto la mia mano al suo spirito e lei, voce che nessuno sa bene da dove sgorghi: siamo due miserabili che altrimenti non arriverebbero a baciare la riva più alta.

Ma.

Queste pagine di antefatto hanno un senso ed un valore solo alla luce degli ultimi capovolgimenti. Sciogliendo le pastoie nelle quali mi ero avvolta e che, nonostante tutto, sembravano essere le uniche allodole in grado di esercitare un certo fascino sui creditori, a Febbraio di quest’anno ho radunato i miei pidocchiosi cenci e ho preso il largo. A ben vedere è una decisione, questa presa, che non potrei permettermi nemmeno adesso che vivo rinfocolando quotidianamente la speranza di un lavoro certo tra gli affanni quotidiani.

Ma mi sono aggrappata alla parola nel momento del bisogno e adesso me la tengo stretta, memore del fatto che in lei ci fosse, allora come ora, qualcosa da rispettare più di me stessa.

Scrivere è un lusso, ci si può permettere di palesare avvenimenti che altrimenti si avrebbe timore ad ammettere.

E nonostante mi dicano che ci sia qualcosa di infantile in tutto questo e che le parole non siano che l’ombra delle cose, io non demordo, affinché quella combinazione purulenta di acredine e rancore, per me da sempre irresistibile, trovi finalmente uno sbocco che le impedisca di incistarsi in un bubbone di sterile malessere.

E per questo scrivo. Con quel carattere (Times 14, per la gioia dei presbiti) che vorrei facesse la differenza tra il quieto vivere ed il tirare a campare, issando il monitor su una cassa appena prima di salire sul mio personale pulpito, sperando che a frenare la mia penna, adesso, sia unicamente la consapevolezza morale che rende esitanti e non la codardia che, inevitabilmente, arriva quando la necessità chiama.

scritto da Sara

5 commenti:

giadatea ha detto...

Fedele al times nella trasposizione di questo tuo stupendo contributo, forse meno al 14 perchè in blogger siamo più spartani e non abbiamo tanti dettagli...
Un contributo, il tuo, che fa riflettere per la capacità che hai di analizzarti e di spiegarti, non essere troppo crudele con te stessa però, probabilmente la meschinità dell'altro fronte non ne vale davvero la pena...
Grazie, l'ho apprezzato moltissimo, veramente speciale.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Emozioni sussurrate, ma dolore e tristezza per quanto subito sono pervenuti chiari ed inequivocabili.

Ondamagis ha detto...

Le umiliazioni sono la prima cosa che si subisce a causa del mobbing, soprattutto se non sai dove devi rivolgerti per lavorare! Ne so bene qualcosa!
Buona Pasqua a tutti i membri di questo blog interessantissimo.

giuliano ha detto...

www.areagiuridica.com ,per la libera divulgazione,reca illegittimo demansionamento estromissione eliminazione di una lavoratore dall'ufficio,condanna(giunta dopo 6 anni dall'inizio dei processi di I°grado) datoriale al REINTEGRO esclusivamente nelle precedenti mansioni svolte; REINTEGRO ESEGUITO DALL'UFFICIALE GIUDIZIARIO(in seguito a regolare processo di esecuzione),REINTEGRO ritenuto nullo dal I°giudicante e dal tribunale collegiale il quale reputa necessario il giudizio di ottemperanza,a sentenza passata in giudicato (fra 10-15 anni).

giadatea ha detto...

Per Giuliano, ho curiosato nel tuo sito, oggettivamente non ho la competenza necessaria per intromettermi nella tua vicenda, ma sarei felice se volessi farlo tu in prima persona, con un contributo a questo blog (puoi inviarlo a tuttosulmobbing@email.it) che potrebbe essere illuminante per molte altre persone. Non tanto la cronistoria degli atti giuridici, che mi pare di capire sia andata a buon fine ma sopportando lungaggigini e rimbalzi di giudizio, ma la tua versione, con tutti i risvolti personali che riterrai di voler includere. Mi auguro che ripasserai dal mio (mio, nostro) blog per leggere questo commento, sul tuo sito non se ne possono lasciare...