La reiterazione della condotta illecita ai fini dell'integrazione del mobbing. Tutela insufficiente?

I codici non contengono norme specifiche dirette a sanzionare il mobbing; pertanto potremmo definire tale fenomeno come costruzione giurisprudenziale, oltre che sociologica, non priva di importanti riscontri pratici e rilievi in merito al duplice profilo della responsabilità civile e penale. Tuttavia resta ancora molto da scrivere (in termini di codificazione) in materia. Dovrebbe essere quello delle leggi speciali lo strumento attraverso il quale dare delle concrete risposte ad interrogativi che, ad oggi, mi sembra rimangano ancora in sospeso. Innanzitutto: per consolidato orientamento giurisprudenziale il fenomeno de mobbing è integrato nel momento in cui siano tenute una serie di condotte reiterate nei confronti di uno o più dipendenti, dirette a creare una situazione di oppressione ed emarginazione; in altri termini, l’elemento persecutorio costituisce la condicio sine qua non perché possa parlarsi di mobbing (tra le più recenti ed esaustive pronunce al riguardo si segnalano: Cassazione penale , sez. V, 29 agosto 2007 , n. 33624; T.A.R. Campania Salerno, sez. I, 29 giugno 2006 , n. 881; Tribunale Forli', 28 gennaio 2005). Tuttavia mi sembra questa una soluzione che risponde solo parzialmente al problema. La persecuzione rappresenta di per sé un eccesso, una sorta di esasperazione di una condotta che ha ontologicamente un proprio disvalore. Il singolo episodio (che pure può, in presenza di soggetti particolarmente sensibili, o di modalità di realizzazione significativamente aggressive, arrecare non secondari danni alla psiche o alla semplice serenità lavorativa della vittima) non è censurato come “mobbing”. Sembrerebbe praticabile un’unica via di riparazione al singolo episodio offensivo: l’invocare la tutela del Giudice penale ai sensi dell’art. 610 c.p. (violenza privata), ovvero di altre fattispecie criminose (ad esempio l’abuso d’ufficio, in presenza delle condizioni di cui al’art. 323 c.p.). Non credo sia questa la giusta risposta ad un problema che, così come le condotte reiterate, potrebbe avere un effetto pregiudizievole nei confronti della vittima. Ragioniamo in termini spiccioli: specie in presenza di episodi di abuso praticati da parte datoriale (quelli che, se reiterati, costituiscono il c.d. “mobbing verticale”), quanti rischierebbero di esporre denuncia penale per aver tutelato i propri diritti, dinanzi alla prospettiva di un conseguente (quasi certo) licenziamento? In altri termini. Chi denuncerebbe il datore per un singolo episodio quando in ballo c’è il rischio della perdita del posto di lavoro? Una condanna per mobbing del datore di lavoro, mette, in un certo senso, le spalle al sicuro del dipendente mobbizzato. Un licenziamento successivo al giudizio instaurato per mobbing si rivela già di per sé come espressione della reiterazione di una condotta già accertata e censurata da un Tribunale; il successivo giudizio di opposizione alla misura del licenziamento avrebbe, dunque, un precedente di rilevante incidenza probatoria (o quanto meno agevolerebbe la prova dell’illegittimità della risoluzione del rapporto di lavoro ad iniziativa della parte datoriale). Non potrebbe dirsi lo stesso nel momento in cui il giudizio incardinato in precedenza non abbia avuto ad oggetto il mobbing, ma diversa fattispecie illecita. In tal caso, a mio parere, la libera valutazione discrezionale dei fatti da parte del secondo giudice avrebbe uno spazio molto maggiore, o quanto meno, aggravato risulterebbe l’onere probatorio del legame tra l’episodio giudiziale pregresso ed il licenziamento successivo. In conclusione, mi viene da pensare che, probabilmente, una disciplina normativa specifica del fenomeno “mobbing” potrebbe essere stesa vagliando anche ipotesi secondarie del fenomeno (la previsione di una sorta di “mobbing mono-offensivo”), comunque riconducibili in via diretta ad una situazione di conflitto di per sé inquadrabile nell’ambito lavorativo.

13 commenti:

giadatea ha detto...

Certo, credo che il problema più grande, una volta compreso che di mobbing si tratta, sia decidere cosa fare, in certe strutture esistono apparati di conciliazione, o meglio, stanno nascendo, proprio per prevenire il presentarsi di certe situazioni. Sul singolo episodio, che dire, fino a quando resta singolo si sopporta, quando i singoli si moltiplicano e si ripetono forse si è già passato il limite e si è già dentro ad un meccanismo perverso.
Grazie per il tuo preziosissimo contributo!

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Complimenti Mario!

Davvero un blog che sta prendendo forma con post molto interessanti e tesi ad informare e dare un contributo oltre che fornire un'opinione sul problema.

Brava Giadatea, continua così! E' un progetto che sta davvero sviluppandosi bene.

PS: Buona Pasqua!!!
Daniele

Proscar ha detto...

i miei migliori auguri di Buona Pasqua!

Antonio La Trippa ha detto...

ciao a parte i complimenti per gli argomenti scelti volevo scriverti per sapere se ti va di fare scambio link con il mio blog antoniolatrippa.blogspot.com

Fammi sapere se ti va che ti aggiungo subito!
ciao

Mario Scafidi ha detto...

@ daniele: grazie, per i complimenti, ma tutti i meriti sono di giadatea che ha avuto l'iniziativa di questo progetto in cui credo molto.

giadatea ha detto...

non ho meriti, davvero. Per quanto riguarda i link non ne ho ancora inseriti, probabilmente sarà un passo obbligato per posizionarlo, ma nel limite del possibile vorrei che fossero un po' attinenti con l'argomento o con un approccio sociale, fermo restando che non è solo casa mia e che tutti gli altri autori possono inserire i link che ritengono.

NonSoloZapatero ha detto...

Questo post è stato aggregato su NonSoloZapatero.it, l'aggregatore del web sociale e socialista.

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good

Anonimo ha detto...

good start

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie

Anonimo ha detto...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie