La mia esperienza

Quanto sia difficile raccontare le proprie esperienze di mobbing, lo sto sperimentando proprio ora. Volevo- voglio – raccontarvi la mia esperienza diretta, ma ancora adesso, che sono passati molti anni e che quell’episodio è del tutto risolto, mi accorgo di fare fatica. Eì come se ritenessi che sia meglio tenerlo per me, dopotutto i panni sporchi si lavano in famiglia, o no? Quasi come se fossi IO a dovermi vergognare di quello che mi è successo, pur sapendo benissimo che non è così. E’ vero, ero giovane e molto inesperta, probabilmente anche un po’ imbranata, come tutti o quasi i giovani al primissimo impiego.
Appena laureata ho trovato lavoro in una banca e come sono stata destinata ad una agenzia presso la sede centrale. A dirigerla un signore che mi ha convocato subito nel suo ufficio per farmi notare, un po’ brusco, che lui non sapeva che farsene dei laureati, che non li stimava affatto, che lui aveva fatto carriera senza una laurea e che disprezzava chiunque si fregiasse del titolo di dottore, che quello era un lavoro da diplomati, di non aspettarmi preferenze e di darmi da fare....
Nessun problema! Tutto sommato un diploma ce l’avevo, la gavetta l' affrontavo volentieri, la voglia di lavorare c’era. Purtroppo non ho tardato a capire che quelle parole lui le pensava davvero. Ha iniziato a rimproverarmi aspramente per qualsiasi cosa, mi faceva passare davanti gli ultimi arrivati perchè “tu non sei capace”, una volta mi ha persino urlato dietro perchè non ho risposto al telefono mentre ero in bagno! Inesperta com’ero non ero capace di dare un nome a quel trattamento, ma ben presto mi era passata la voglia di lavorare, e andare al lavoro era diventato insopportabile. Iniziavo davvero a credere di non essere capace. Per mia fortuna alcuni colleghi mi hanno supportato in tutti i modi possibili, non ultimo quello di segnalare il mio caso al sindacato. Uno dei sindacalisti era fidanzato ad una collega, mi ha tenuto d’occhio per un po’ di tempo, poi è intervenuto con la direzione del personale. Tempo nemmeno una settimana sono stata spostata di ufficio e sono, lavorativamente ed emotivamente parlando, rinata.
Cosa ho fatto prima del trasferimento? Ho preso tutte le guide telefoniche interne e ho sbianchettato il “dott.” davanti al nome del dirigente. Dopotutto disprezzava chiunque si fregiasse del titolo di dottore, no? (e naturalmente è stata l’ultima sfuriata che mi sono presa: “Ma come si è permessa?”)
Dopo un anno, visto che continuava le sue angherie con il personale dell’agenzia, quel dirigente è stato spostato. Per poterlo fare, è stato promosso....

19 commenti:

Proscar ha detto...

Grazie per la testimonianza, è ora che in Italia si cominci a trattare sul serio il problema del mobbing!

giadatea ha detto...

La promozione per spostarlo è veramente scandalosa, ma questo accade d'abitudine, e mi viene in mente un fatto di cronaca recente e scottante dove chi per andarsene esige la promozione è un professore di una scuola media con pesanti accuse a suo carico. Ma licenziarli no? Perchè non dare il buon esempio e iniziare ad esigere un comportamento corretto da tutti, dirigenti o semplici impiegati o operai coinvolti nell'ambiente di lavoro? La storia del bianchetto mi ha fatto sorridere, nonostante tutti i suoi tentativi non è riuscito ad annientarti, brava!

Mario Scafidi ha detto...

certi atteggiamenti di sbruffona sopraffazione verrebbero molto mitigati se la gente, anziché tenere la bocca hiusa per sussiego nei confronti del "capo" o per timore di perdere il lavoro, iniziasse a far valere i propri diritti in maniera concreta, cioè: in tribunale. il mobbing è condotta civilmente illecita, e dunque fonte di responsabilità risarcitoria, ma ha anche non trascurabili risvolti penalistici. il che significa che per lo sbruffone di turno il gioco diventa davvero, davvero duro.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Forse sarebbe il caso di sbugiardare pubblicamente questi figuri.

Magari con tanto di nome e cognome on line.

Una bella lista nera....

Lo so che sono feroce, ma quello che ha subito verdeacqua è orribile. Minare le sicurezze e le convinzioni di un individuo è da fucilazione.

Verdeacqua, volevo dirti che sono felice per te che tutto sia finito bene.

Lui promosso... tipica soluzioni italica.

Tecno Exodus ha detto...

più che commentare ( visto che conosco bene il problema e rischierei solo di scrivere un'altra opinione )vi lascio un link: http://www.inas.it/

Qui abbiamo uno sportello a livello nazionale dedicato solo al mobbing, lo trovate nella home page. Ci sono svariati riferimenti al problema e anche dei link e numeri di telefono utili. Spero che con l'aiuto di persone valide ed esperte nel settore, questo problema venga definitivamente risolto !!!

Ondamagis ha detto...

E per farlo allontanare dai "subalterni" lo hanno dovuto promuovere? Che vergogna! Era da declassare ulteriormente! Ciao, Lena

Anonimo ha detto...

grazie per la testimonianza anchio purtroppo sono vittima tuttora di mobbing e i casi sono sempre maggiori e una cosa orrenda non si puo andare avanti cosi e ora di finirla e di trattare le persone come si deve non schiavizzare!!!!

Anonimo ha detto...

Parlo da mobbizzata, e le persone che me lo stanno facendo sono dirigenti direttori e di conseguenza anzhe i miei colleghi che da un giorno all'altro non mi hanno più rivolto la parola. Mi sono trovata calugnata da più di una carogna (una di questa era una precaria che per rabbia che gli facevano il contratto a tempo indeterminato da D3 si è accodata al resto della truppa, per non parlare di una persona che aveva un contratto da consulente ma che girava nei nostri uffici come fosse un dipendente dandomi il suo lavoro e calugnandomi anche lui. Ho passato e sto passando momenti terribili perchè la storia non è ancora finita sto ancora pagando le conseguenze sono demansionata e messa nell'angolo come una che l'ha fatta veramente grossa. Tutto questo sapete perchè: "volevo fare il mio lavoro migliorandone l'organizzazione". Lavoro in una pubblica amministrazione e sapete che mi ha chiesto propio ieri il dirigente? "Devi fare il censimento dei tuoi beni informatici, non l'hai ancora fatto" pensate che lui antepone questa cazzata al fatto che non ricevo più inviti per riunioni di oragnizzazione del settore e di conseguenza del personale, da due anni a questa parte e poi che ho di bene informatico solo un pc e una stampante, lo scanner è sparito durante la mia assenza (fatto dal dirigente in persona). Adesso ditemi se la parola mobbing viene usata sconsiderevolmente.

Anonimo ha detto...

Anche se non ho avuto alcuna sentenza che parlasse esplicitamente di "Mobbing", ritengo anch'io d'esser stato mobbizato, oltretutto presso la casa d'arte d'un amico di mio padre. L'inferno formalmente iniziò il giorno 02 Gennaio 2008, allorquando presi servizio presso la succitata casa d'arte. Premetto che in sede di colloquio mi promisero un certo stipendio, rivelatosi poi minore, indi la possibilità di lavorare su numerosi progetti editorialartistici, tra cui la possibilità di pubblicare un'edizione della Divina Commedia. All'atto pratico s'è rivelato una serie di fandonie pazzesche! Dovevo semplicemente coadiuvare la segreteria e la logistica dei venditori della succitata casa d'arte. Inizalmente il clima era sereno, anche perchè il capro espiatorio era altri, il coordinatore dei venditori che, difatti, un bel giorno spedì un fax con le proprie dimissioni. Fu in quel momento che entrai nel tragico vortice del mobbing: era fine Febbraio 2008 e fui affidato alle grinfie d'una strega, nuova coordinatrice dei venditori: le mansioni arrivavano sempre all'ultimo istante, presentate in modo assolutamente e volutamente ambiguo e incomprensibile. Ricordo che un bel dì mi chiese -testuale- "Preparami qualcosa che sia la storia dell'azienda!" QUALCOSA COSA? Un testo in Word, un Power Point, un balletto cosa?... passano due ore e mi dice: "L'hai scritta la biografia dell'artista?" Ovviamente nella sua mente da imbecille la biografia di uno degli artisti seguiti e la storia dell'azienda coincidevano. Da Giugno a fine settembre fu un avvitarsi di episodi del genere, fino al giorno nel quale mi comunicarono il licenziamento, per quanto avessi il contratto Co.Co.Pro. fino a fine Gennaio 2009, esattamente il giorno seguente una mia assenza dovuta a una corsa al pronto soccorso di mia madre in codice rosso. Mi dissero che era dovuto alla crisi economica, ma, poi, mi consiglarono pel futuro di non anteporre troppo la famiglia al lavoro, altrimenti non sarei andato avanti da nesssuna parte!
Carlo

Uther ha detto...

Anche se non ho avuto alcuna sentenza che parlasse esplicitamente di "Mobbing", ritengo anch'io d'esser stato mobbizato, oltretutto presso la casa d'arte d'un amico di mio padre. L'inferno formalmente iniziò il giorno 02 Gennaio 2008, allorquando presi servizio presso la succitata casa d'arte. Premetto che in sede di colloquio mi promisero un certo stipendio, rivelatosi poi minore, indi la possibilità di lavorare su numerosi progetti editorialartistici, tra cui la possibilità di pubblicare un'edizione della Divina Commedia. All'atto pratico s'è rivelato una serie di fandonie pazzesche! Dovevo semplicemente coadiuvare la segreteria e la logistica dei venditori della succitata casa d'arte. Inizalmente il clima era sereno, anche perchè il capro espiatorio era altri, il coordinatore dei venditori che, difatti, un bel giorno spedì un fax con le proprie dimissioni. Fu in quel momento che entrai nel tragico vortice del mobbing: era fine Febbraio 2008 e fui affidato alle grinfie d'una strega, nuova coordinatrice dei venditori: le mansioni arrivavano sempre all'ultimo istante, presentate in modo assolutamente e volutamente ambiguo e incomprensibile. Ricordo che un bel dì mi chiese -testuale- "Preparami qualcosa che sia la storia dell'azienda!" QUALCOSA COSA? Un testo in Word, un Power Point, un balletto cosa?... passano due ore e mi dice: "L'hai scritta la biografia dell'artista?" Ovviamente nella sua mente da imbecille la biografia di uno degli artisti seguiti e la storia dell'azienda coincidevano. Da Giugno a fine settembre fu un avvitarsi di episodi del genere, fino al giorno nel quale mi comunicarono il licenziamento, per quanto avessi il contratto Co.Co.Pro. fino a fine Gennaio 2009, esattamente il giorno seguente una mia assenza dovuta a una corsa al pronto soccorso di mia madre in codice rosso. Mi dissero che era dovuto alla crisi economica, ma, poi, mi consiglarono pel futuro di non anteporre troppo la famiglia al lavoro, altrimenti non sarei andato avanti da nesssuna parte!
Carlo

Anonimo ha detto...

Del mobbing te ne devi fottere completamente. Il gioco lo fai tu e consiste nel far impazzire il tuo mobber. Come si fa ? Seguendo alcune semplici regolette che un mio collega applica da anni, con successo, facendo poco o nulla e divertendosi alle spalle del suo mobber/ruffiani al seguito. Regolette : 1) Hai timbrato all’ingresso e all’uscita ? Allora il tuo stipendio è giustificato. Se lavori anche durante la timbratura, significa che stai facendo dell’extra… ahahahah !!!! 2) Il tuo capo mobber ti urla addosso mentre sei seduto o in piedi ?? Tu ti alzi e te ne vai fuori dalla stanza dicendo : “Bene, ti saluto, mi pagano per lavorare, non per sentire le tue urla” (fra l’altro è vero, le urla non sono incluse nel contratto lavorativo)… ahahahah !!!! 3) Il tuo capo mobber dice che non sei capace a fare il tuo lavoro ? Ti offende ? Ti minaccia ? Abituati ad andare al lavoro sempre con un microregistratore digitale addosso, poi gira il tutto al tuo avvocato… vedrai che salti gli farai fare nei confronti dei suoi superiori…. Ahahahah !!!! 4) Ogni gruppo / equipe / team funziona perché le regole vengono rese “flessibili”, ovvero ognuno fa dei sacrifici per qualcosa in cui crede per il bene della squadra. Siccome nel tuo caso la squadra non esiste, ATTIENITI RIGIDAMENTE AL REGOLAMENTO, RISPETTANDONE OGNI SINGOLO CODICE. Di fronte ad un giudice, la ragione l’avrai tu. Portati sempre addosso un microregistratore digitale per i momenti futuri…. Ahahahah !!! 5) Un capo è un capo quando è stimato. Se tu lo ridicolizzi davanti a tutti scattando sull’attenti quando ti chiama, dicendo “Signorsì signor dottor, etc. etc.” questo farà capire agli altri che è ridicolizzabile. 6) Il Capo, per definizione, dovrebbe saper fare tutto ed è responsabile di tutto. Quindi contattalo SEMPRE per ogni tuo dubbio ed incertezza. Considerando come ti tratta, devi sempre essere dubbiosa e incerta, quindi contattalo la notte per problemi notturni e di giorno per problemi diurni. Quando diventerai la sua ombra permanente (tipo nuvoletta di Fantozzi) capirà che sei la sua spina nel fianco… ahahaha !!! 7) Visto come sei trattata, vai al lavoro con lo stesso stimolo di come tu dovessi andare dalla parrucchiera/barbiere. Non devi far carriera (oggigiorno non ha alcun senso), non devi strapazzarti di lavoro, non devi preoccuparti. Se stai male, mettiti in malattia. Quello che molti non comprendono è che la vera forza l’hai tu, perché sei la Direzione se la prende con te, ti basta rendere pubblico quanto fatto (esiste Internet, Striscia la Notizia – Gabibbo) perché le Direzioni, soprattutto, non vogliono problemi.

Anonimo ha detto...

beato te che riesci a prenderla e reagire in questo modo... complimenti.
Io stò vivendo in questi mesi una situazione di disagio lavorativo: il mio capo mi ha chiesto più di una volta di licenziarmi, "LA MOGLIE" arrivata da pochi mesi in ufficio è una persona molto arrogante e maleducata urla ed offende.
Il mese scorso sel'è presa con me urlando ed offendendomi senza motivo, da allora sono in malattia perchè veramente mi ha fatto star male - lo ha confermato il medico legale che "LA SIGNORA" mi ha mandato a casa per un controllo...

Anonimo ha detto...

Buonasera a tutti. Sono una studentesa universitaria e sto facendo la tesi sul mobbing. Mi sembra doveroso affronatare un tema importante come questo e spesso sottovalutato,per questo ho deciso di fare una ricerca e la mia tesi di laurea. Avrei bisogno di fare qualche intervista che si potrebbe svolgere con un questionario a domande aperte. Può essere anonimo,si può scegliere di non rispondere ad alcune domande anche se io cercherò di essere sensibile e di non porre domande troppo pesanti. Se qualcuno di voi potesse dedicarmi qualche minuto,io sarei lieta di inviarvi il questionario. Ci tengo a sottolineare di nuovo che NON c'è nessun doppio fine,l'unico mio fine è la tesi e che basta scrivere il nome e non per forza il cognome. Grazie a tutti. Alessandra

tuttosulmobbing ha detto...

Ciao Alessandra, la tua mi sembra un'ottima iniziativa e mi piacerebbe che questo spazio potesse esserti utile. credo che il tuo commento però non abbia troppa visibilità, scrivimi a redazione et rotocalco punto net e se vuoi troviamo un modo per dare maggior spazio alla tua tesi, ok?

guizzo azzurro ha detto...

Sei stata fortunata ad avere il fidanzaro di una tua amica sindacalista. A me i sindacati tutti mi hanno voltato le spalle. Nella scuola i dirigenti contano molto e nessuno vuole mettersi contro, meglio abbandonare i docenti al loro destino. Una vergogna, un ambiente educativo delinquenziale! Ho denunciato, ma sono convinta, dovrò perdere. Sono pronta per l' intervista per la tesi. Grazie e saluti. Pina Casillo

Anonimo ha detto...

in questi casi vorresti ke almeno un 'cristiano" ti credesse ti confortasse in qualche maniera ! ed invece (no ma che dici e perche" ti dovrebbero fare questo! ancora oggi subisco ! sono stanca ho cominciato ad avere dei disturbi ! voglio che la paghino in qualche maniera ....
mi piacerebbe parlare meglio con qualcuno di voi . Domenica 2013

Anonimo ha detto...

maria 2013
ma pensate cosa dovevo vedere nella mia vita !' non mi sarei immaginata un destino cosi crudele !pensavo di avere gia dato ! e invece un cambiamento di lavoro e la mia spensierata vita entra in un tunnel di mobbing ! il mobbing a cambiato capo ! e' sempre in famiglia rimasto pero' ! sono anni che subisco ora basta voglio che chi e' illeale verso le persone per di piu deboli devano vergognarsi .. sono separata e con un ragazzo disabile! se qualcuno sa indirizzarmi per mettere fine al mio calvario ne sarei veramente grata gazie



Anonimo ha detto...

Io ho avuto un modesto conflitto sul lavoro poi risolto in modo relativamente pacifico. Ne sono fuori. Però in questi giorni ho trovato in rete il libro "Mobbing, violenza psicologica sul posto di lavoro... e altri mali" di Pedrazzi che non è affatto male, soprattutto come aiuto psicologico. Ve lo consiglio. Sfortunatamente si vende solo in internet.